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Il software ECS-it è un Sistema Informativo Geografico (GIS) che permette la visualizzazione e la restituzione a scala nazionale sull’evoluzione della classificazione sismica del territorio nazionale in un arco di tempo che va dal 1909 al 2003. Il software permette l’interrogazione per Ciascun Comune o per l’intero territorio nazionale dell’evoluzione della classificazione sismica, a seguito dell’emanazione di leggi e decreti che nel corso degli anni hanno predisposto l’inclusione o meno di taluni Comuni all’interno di opportuni elenchi.

La prima classificazione sismica del territorio nazionale risale al 1909, anno di emanazione del Regio Decreto n. 193 (in seguito al catastrofico terremoto di Reggio Calabria e Messina del 28 dicembre 1908) che istituì un elenco di località in cui veniva imposto il rispetto di «norme tecniche ed igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove costruzioni degli edifici pubblici e privati» in cui veniva richiesto nei calcoli di stabilità e resistenza delle costruzioni, anche di «azioni dinamiche dovute al moto sismico ondulatorio, rappresentabile con accelerazioni proporzionali alle masse del fabbricato».

Nel corso degli anni seguirono una serie di normative (tra cui il Regio Decreto n. 573 del 29/04/1915; Regio Decreto n. 431 del 13 marzo 1927 che istituì due categorie sismiche, in relazione al grado di sismicità ed alla costituzione geologica del territorio comunale; la Legge n. 1684 del 25 novembre 1962) che aggiornavano gli elenchi sulla base degli eventi sismici che si susseguivano sulla base di una filosofia assistenziale e risarcitoria.

Con la Legge n. 64 del 2 febbraio 1974 il Ministero dei Lavori Pubblici venne riconosciuto come l’ente atto all’emanazione di norme tecniche per le costruzioni sia pubbliche che private, da effettuarsi con decreto ministeriale, di concerto con il Ministero degli Interni, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e con la collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR, ovvero all’aggiornamento della classificazione sismica attraverso appositi decreti ministeriali (tra cui il D.M. 22 settembre 1980 emanato in seguito al terremoto del Friuli del 6 maggio 1976; il D.M. n. 515 del 3 giugno 1981 emanato in seguito al terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, con il quale venne introdotta la zona sismica di terza categoria).

Una tappa fondamentale per l’aggiornamento della classificazione sismica fu l’istituzione della Commissione Grandi Rischi che incaricò un Gruppo di Lavoro, costituito dal Servizio Sismico Nazionale, dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, per la redazione di una proposta di riclassificazione del territorio italiano. Quest’ultima gettò le basi per redazione dell’attuale classificazione sismica emanata dalla Protezione Civile con l’OPCM n. 3274 il 20 marzo 2003, la cui fondamentale innovazione è rappresentata dal fatto che l’intero territorio nazionale è stato classificato come sismico e suddiviso in 4 zone, caratterizzate da pericolosità sismica decrescente. Tali zone sono individuate da 4 classi di accelerazione massima del suolo (PGA) con probabilità di accadimento del 10% in 50 anni: (i) Zona 1: sismicità alta, PGA > 0.25g; (ii) Zona 2: sismicità media, 0.25g < PGA < 0.15g; (iii) Zona 3: sismicità bassa, 0.15g < PGA < 0.05g; (iv) Zona 4: sismicità molto bassa, PGA < 0.05g.

In realtà una successiva classificazione del territorio italiano, non riportata nel presente applicativo, è stata pubblicata nell’OPCM 3519 del 28 aprile 2006, in cui sulla base dei risultati di uno studio dell’INGV, alcune Regioni hanno ulteriormente modificato la loro classificazione sismica, introducendo sottozone caratterizzate da valori di accelerazione intermedi tra quelli delle zone sismiche dell’OPCM 3274.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Gennaio 2015 12:30 )  

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