Il 29 aprile 2026 segna la prima commemorazione della Giornata Internazionale in ricordo delle vittime dei terremoti, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 29 aprile 2025 con una risoluzione approvata all’unanimità e promossa da Uzbekistan, Cile e Filippine, con il sostegno di oltre ottanta Paesi. Coordinata dall‘UNDRR, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, questa giornata nasce per ricordare le vittime dei terremoti in tutto il mondo e, soprattutto, per riaffermare un principio fondamentale: la prevenzione salva vite.
Ricorda. Proteggi. Costruisci resilienza.
Questo il messaggio scelto da ReLUIS per una ricorrenza che non guarda solo al passato, ma richiama governi, istituzioni, comunità scientifiche e cittadini a una responsabilità concreta verso il futuro.
Per l’Italia, Paese ad alta pericolosità sismica, questa giornata assume un significato particolarmente profondo. La nostra storia nazionale è segnata da eventi devastanti che hanno lasciato ferite profonde nel territorio e nella memoria collettiva: dal terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908, alla Marsica nel 1915, dal Friuli nel 1976 all’Irpinia nel 1980, fino a L’Aquila nel 2009 e alla sequenza sismica del Centro Italia del 2016.
Questi eventi hanno evidenziato una realtà ormai scientificamente consolidata: non è il terremoto in sé a determinare il numero delle vittime, ma la vulnerabilità del costruito, la qualità della prevenzione, la preparazione delle istituzioni e la capacità di tradurre conoscenza scientifica in sicurezza reale.
L’Italia possiede oggi competenze di eccellenza internazionale nella ricerca sismica, nell’ingegneria strutturale, nella mitigazione del rischio e nella protezione civile. In questo contesto, il ruolo di ReLUIS – la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e strutturale – è centrale.
Attraverso attività di ricerca, supporto tecnico-scientifico al Dipartimento della Protezione Civile, sviluppo normativo, formazione e innovazione tecnologica, ReLUIS contribuisce ogni giorno a ridurre il divario tra conoscenza scientifica e sicurezza del territorio.
La prima Giornata Internazionale in ricordo delle vittime dei terremoti rappresenta dunque non solo un momento di memoria, ma anche un’occasione per rafforzare l’impegno verso una cultura della prevenzione strutturale e della resilienza.
Nel 2026 questa riflessione assume un valore ancora più significativo per il nostro Paese: il prossimo 6 maggio ricorreranno infatti i cinquant’anni dal terremoto del Friuli, uno degli eventi che più hanno influenzato l’evoluzione italiana nella gestione del rischio sismico e nella ricostruzione.
Ricordare significa riconoscere il costo umano dei terremoti.
Proteggere significa investire nella sicurezza del patrimonio edilizio, nella formazione e nella governance del rischio.
Costruire resilienza significa trasformare la memoria in azione concreta.
ReLUIS rinnova in questa giornata il proprio impegno scientifico e istituzionale affinché la ricerca continui a tradursi in strumenti efficaci per la salvaguardia delle comunità, contribuendo a costruire un Paese più sicuro, consapevole e preparato.